
[Il Calice della Disuguaglianza, fonte dati: Banca Italia 2003]
Un anno fà, ho avuto modo di realizzare una piccola ricerca di marketing/statistica, per conto di un collega che lavora come consulente di marketing presso l’agenzia pubblicitaria con la quale ho collaborato (all’epoca come grafico-webdesigner, non ero ancora laureato) per un paio di anni.
L’obbiettivo era il seguente: sostenere l’ipotesi che esistesse davvero un mercato per un certo prodotto e che in questo mercato/target si concentrassero enormi capitali. Ovvero, tanti quattrini.
Per quale motivo? Perché vendere a pochi a tanto è più semplice. Forse non più remunerativo. Forse no. Ma più semplice. Questo si. Si concentrano gli sforzi (economici, di ricerca, pubblicitari, ect) verso un target preciso e circoscritto che determina un mercato molto ristretto e limitato.
Cosa vuole dire questo. Creare qualità innanzitutto e comunicarla al mercato che può comprenderla, percepirla e pagarla di conseguenza.
In particolare, lo studio che realizzai all’epoca, era parte integrante della presentazione che fu realizzata per spiegare agli studenti del Corso di Laurea in Marketing, dell’Università Bocconi di Milano, il criterio con il quale una nota azienda produttrice di Coltelli del Mugello, si era posizionata nel mercato (posizionamento) e aveva deciso di seguire una certa strategia di prezzi (pricing). Questo è quanto.
Se si dimostrava che c’è gente (poca) disposta a pagare (tanto) e si ha gli strumenti per aggredire quel mercato, allora (forse) il gioco era fatto.
Non vorrei però dilungarmi troppo su aspetti che magari potrebbero essere noiosi. Arriviamo al sodo: la cosa soprendente del mio studio è che si dimostrò davvero che l’ipotesi iniziale era vera. Vilfredo Pareto aveva (ancora una volta) ragione…
Vilfredo Pareto è un grande economista italo-svizzero della fine dell’Ottocento. A lui si deve l’enunciazione del Principio 80/20, detto anche Principio di Pareto. E’ un principio nato dall’osservazione della distribuzione del reddito in Inghilterra. In ogni epoca, scoprì Pareto, il 20% della popolazione detiene l’80% del reddito nazionale. E non era tutto…
Analizzando una lunga serie di variabili economiche eterogenee, Pareto si rese conto che esisteva una sorta di squilibrio universale per il quale tutto funziona in modo che da una piccola parte delle cause dipende sempre la maggior parte dei fenomeni. Ma è meglio ricorrere ad alcuni esempi significativi…
Il 20% dei prodotti di un’azienda rappresenta quasi sempre l’80% del suo fatturato in valore.
- Il 20% dei clienti di un’azienda rappresenta quasi sempre l’80% del suo fatturato in valore.
- Il 20% degli automobilisti provoca l’80% degli incidenti.
- Il 20% dei criminali provoca l’80% dei crimini.
- Il 20% dei capi di abbigliamento viene indossato l’80% del tempo…
In particolare, nel mio studio, si dimostrò che il 20% della popolazione (delle famiglie più ricche) deteneva il 73% della ricchezza Italiana (fonte dati: Banca Italia 2003). Avallando ulteriormente la storica ipotesi “80/20” di Pareto. Quindi…
Vilfredo Pareto aveva, ed ha ragione. Il poco determina il tutto. Ed alla grande…
Capite bene a questo punto che aveva senso, molto senso, cercare di investire risorse (parlo della strategie dell’Azienda presentata al Corso di Laurea della Bocconi) in poche persone, piene di soldi e disposti a spenderli… Perché il poco determina il tutto…
Così come i vostri sentimenti, ad esempio. Quanti sono gli amici/persone che veramente riempiono il vostro tempo in maniera piacevole, soddisfacente? Quante ore della vostra giornata vi procurano particolare piacere? Quanti pietanze tra quelle che mangiate normalmente vi piacciono veramente tanto? La risposta è poche. Sono poche le cose che determinano la maggior parte delle conseguenze di un fenomeno…
Vilfredo Aveva ragione, e come. Che vi occupiate o meno di marketing, non potrete sfuggire a questa legge universale!
Markettamente vostro, Filippo…
1 Commento
5 Ottobre 2006, 7:59 am alle 7:59 am
Mi è passato sotto gli occhi (il depliant informativo che mi ero fatto spedire) proprio in questi giorni, mentre ripulivo (succede raramente!) la mia scrivania.
Magari qualcuno ha colto l’aspetto strategico della “legge di Pareto”, ovvero i pochi (con tanti soldi) hanno tanto (e sono disposti a spendere!) e vuole cimentarsi nel mercato dei beni di lusso. Anyway…
L’IED (http://www.ied.it/), Istituto Europeo di Design con sedi a Milano, Roma, Torino, Madrid, Barcellona, San Paolo organizza, tra le varie cose, un Master annuale molto interessante: “Marketing per i Beni di Lusso”. Per chi fosse interessato e gli avanzassero 7000 euri questo è il link…
http://www.iedmaster.it/
Markettamente Vostro, Filippo